Condominio: come affrontare il passaggio delle consegne tra l’amministratore uscente ed il nuovo in caso di difficoltà?

di
Aurora Sepe

Il momento in cui l’assemblea dei condomini intende non rinnovare, o anche revocare, l’Amministratore in carica per nominarne un altro, è sempre un momento delicato nella vita condominiale, infatti, nel caso in cui l’Amministratore uscente non dovesse collaborare con il nuovo incaricato per la consegna della documentazione, si andrebbe incontro alla paralisi della gestione con rischi per il Condominio di subire azioni legali da parte dei suoi creditori ed al tempo stesso rallentare l’incasso delle quote dai condomini morosi, non potendo riscontrare in contabilità gli stati dei pagamenti.

Non esistendo un’azione specifica, né essendo ravvisabile l’applicabilità del procedimento monitorio di cui all’art. 633 c.p.c. difettando la prova scritta richiesta dall’art. 634 cpc e il necessario previo contraddittorio tra le parti al fine di ben individuare i documenti richiesti, la giurisprudenza è ormai costante nel ritenere applicabile il rimedio di cui al procedimento cautelare rubricato all’art. 700 del codice di procedura civile, ravvisando il fumus boni iuris nella verosimiglianza del diritto fatto valere in giudizio ed  il periculum in mora nella sussistenza di un irreparabile pregiudizio derivante o da cd. infruttuosità, o da cd. tardività, per evitare i quali può essere emesso solo un provvedimento cautelare considerato che garantirebbe la stessa sopravvivenza e la gestione ordinaria del Condominio.

In tal modo, in tempi decisamente rapidi, è assicurata la continuità della gestione del Condominio la cui attenzione, nel corso degli ultimi anni, anche con la riforma dettata dalla legge 220/2012, è assolutamente aumentata e più dettagliatamente normativizzata in forza della giurisprudenza andatasi a creare nel corso degli anni.

Avv. Raffaele Sepe